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 Loop Station BOSS RC 50 Un computer sotto i piedi

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Micantino
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MessaggioOggetto: Loop Station BOSS RC 50 Un computer sotto i piedi   Ven Giu 06, 2008 8:36 pm

Questa non è una recensione. Analizzare tutte le funzioni significa riscrivere le 108 pagine del manuale corredandole di un adeguato commento.! Non è il caso. Non ne sono in grado. Però voglio dire la mia e raccontarvi quello che magari non leggerete sui depliant della casa che meglio di me possono illustrare le caratteristiche tecniche del prodotto.

Aspetto generale.
E’ una pedaliera lunga 47 cm (in fotografia sembra più lunga), abbastanza solida e pesante, con pedali molto più leggeri di quelli istallati sulla vecchia Rc20 che montava gli stessi meccanismi degli stomp box, forse troppo pesanti per le esigenze di sincronismo che una loop station richiede. In sintesi, molto meglio il tipo leggero montato sulla RC50. Tanti tasti ed interruttori, dial up, connessioni a non finire …. C’ è veramente di tutto: entrate ed uscite stereo, ingresso aux, alimentazione phantom per il microfono e tante altre caratteristiche per le quali, come ho detto sopra, meglio guardare sul sito della casa. Vi segnalo la presenza di un’ uscita cuffie, molto utile in tanti casi.

Facilità d’ uso
Dipende! Se siete allergici alla lettura dei manuali cambiate strada. Basta poco, però, per cominciare e pian piano, manuale alla mano, si impara un po’ di tutto o almeno quel che serve. Come da titolo, è un computer da manovrare con i piedi. Facilissimo non è ma neanche un computer vero e proprio è facile da usare, anzi.

Qualità audio
Ottima, la stessa dell’ RC20. Ad un primo ascolto la registrazione sembra un po’ fiacca. In realtà è il settaggio di default della macchina che riporta un volume di riproduzione del 50%. Capacità di memoria 24 minuti in stereo, 48 minuti in mono. 99 patches, ciascuna con tre frasi. Totale 297 loop. Se volessimo riempire tutte le locazioni di memoria, dovremmo limitare il tempo medio di ogni loop a 9/10 secondi. O sono troppi 297 loop, o sono pochi 48 minuti in mono (non ne parliamo se registriamo in stereo). Il guaio è che non è possibile potenziare la memoria. Francamente non capisco la scelta di Boss. Forse se la sono conservata per la RC 50 XL!!!

Batteria
E’ una novità. Sostituisce il monotono suono di grancassa o di metronomo che c’ era sulla vechia RC20. Il suono è discreto. Certo non è una batteria campionata ed un batterista in carne ed ossa è certamente meglio. Il risultato, alle mie orecchie, è accettabile a patto di non esagerare con il volume e, soprattutto, di indirizzare il suono in un’ uscita diversa dall’ amplificatore per chitarra. Questa è una caratteristica molto utile. Volendo, i suoni registrati e la chitarra vengono riprodotti dall’ amplificatore, e la batteria da altro amplificatore più lineare nella risposta e soprattutto senza reverbero. Per selezionare i patterns bisogna prima scegliere il tempo (da 2/4, 4/4 5/4 7/8 etc). Poi il pattern, quindi con il tap tempo si regola la velocità. Da notare che la batteria è totalmente svincolata da quello che registriamo e suoniamo.

Modalità di utilizzo
La macchina ha due modalità:

Multi mode.
2 o 3 frasi da eseguire contemporaneamente. Registrata una prima frase sul pedale 1, se ne registra un’ altra in sovrapposizione sul 2 ed un’ altra ancora sul 3. Le tre frasi (tutte o solo alcune) vengono richiamate ed eseguite contemporaneamente, creando un vero ensemble. In stereo è possibile assegnare un valore di pan diverso, creando un convincente soundstage.

Single mode.
Si registra una frase per volta e si esegue una frase per volta. In pratica si possono registrare e richiamare le varie parti che compongono un brano. Io ho settato la macchina in modo che registrazione ed esecuzione di ogni frase iniziano quando finisce il loop precedente. In pratica, quando voglio cambiare loop, schiaccio in leggero anticipo il pedale successivo , e la RC50 fa partire il loop al punto giusto (sia in registrazione che in esecuzione).

Problemi?
Uno in particolare: la latenza
Su Harmony Central sono state pubblicate diverse recensioni della macchina. I giudizi degli acquirenti sono, come al solito, notevolmente diversi: dalle stelle alle stalle. In linea di massima tutti concordano sull’ ottima qualità dell’ audio e sull’ aumento di potenzialità di memoria e di funzioni operative.
Qualche perplessità sulla facilità d’ uso che, viste le tante funzioni della macchina, non è e non può essere tra le migliori.

Le critiche maggiori, anche con pesanti giudizi negativi, si concentrano su quella che viene definita latenza o ritardo nell’ esecuzione dei loop rispetto alla registrazione. Più precisamente, dopo aver registrato in tempo reale sulle tre tracce i loop, richiamando l’ esecuzione del primo si verifica quasi sempre un disallineamento rispetto alla batteria. La critica, come vedremo, è giusta e sbagliata nello stesso tempo. Prima di procedere oltre, occorre precisare come funziona il loop quantize del sistema.A chiusura del loop, il sistema controlla la durata del loop con il tempo della batteria. La durata del loop DEVE essere pari alla durata di una misura o di un suo multiplo.

Proviamo a registrare in 8/8 a 120 bpm una qualsiasi frase, chiudendo il loop alla fine della prima misura, cioè in sincrono con il nono battito (ho scelto volutamente 8/8 e 120 bpm per ottenere un loop più lungo di 1,5 secondi, che è il tempo minimo di durata del loop). Se la chiusura del loop è fatta a regola d’ arte (in sincrono con il nono battito, cioè il primo della misura successiva) l’ autoquantize non interviene perché il loop è perfetto. Quando abbiamo chiuso il loop (schiacciando il pedale n 1) è partita automaticamente la registrazione che viene ad essere perfettamente allineata alla batteria.
In questo caso non c’ è nessun problema. La latenza (o ritardo) è pari a zero. Ma se chiudiamo il loop in leggero ritardo (diciamo di uno o due battiti) allora interviene (e deve intervenire) la funzione di loop quantize che taglierà la parte in eccesso.
A questo punto parte anche la registrazione che l’ RC50 provvede ad allineare alla traccia di batteria. Quest’ allineamento viene fatto tagliando dall’ inizio del primo (e solo del primo) replay un intervallo di tempo iniziale pari al ritardo con il quale è stato chiuso il loop. Nel primo replay, quindi, si perderà qualche nota iniziale, che verrà regolarmente eseguita negli altri replay ed il tutto sarà perfettamente i pari con la traccia di batteria.
Analogamente, se chiudiamo in leggero anticipo, Il problema latenza, quindi non c’ è registrando un singolo loop. Invece può esserci se registriamo in sequenza 3 loop. Proviamo a registrare tre frasi in successione (pedali Phrase 1, 2 e 3), chiudendo il loop con il pedale Phrase 1.
I settaggi della batteria e di cambio frase sono gli stessi di sopra. Ovviamente, se il tempo dei colpi di pedale è perfetto non c’ è problema. Il loop quantize funziona bene anche se si chiudono i vari loop in leggero anticipo. Ma se colpo di pedale è dato in ritardo si genera latenza.
Dopo aver registrato le tre frasi, chiudo il loop 3 schiacciando nuovamente il pedale 1. Così facendo, chiudo contemporaneamente il loop 3 e faccio partire il play della prima frase. Se il colpo di pedale è dato in ritardo, anche il play parte in ritardo e, stranamente, il loop quantize non interviene. La batteria prosegue imperterrita mentre il suono della chitarra rimane in ritardo. Se fermo e faccio ripartire il tutto, la situazione si riallinea. Ripeto, se la chiusura (cioè il colpo di pedale sul pedale 1) è data in anticipo tutto va a posto. Il loop quantize allinea tutto perfettamente e non c’ è latenza.
Mi sembra, quindi, che ci sia un bug di programmazione, che impedisce al lopp quantize di lavorare bene quando si registrano in sigle mode tre loop in successione.

Prima di acquistare la RC50 chiesi alla Roland Italia notizie in merito a questo problema. Mi dissero che a loro ciò non risultava.

Non mi illudo che queste mie povere pagine possano indurre al grande multinazionale Roland ad interessarsi del problema. Però, mi sembra di aver letto da qualche parte che Paul Weber della Huber Italia conosca il programmatore della RC50. Se è così potrebbe segnalargli la cosa.


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« Vidi l'autobus sopra di lui [Cliff]. Vidi le sue gambe spuntare fuori. Crollai. L'autista, ricordo, stava tentando di dare uno strattone alla coperta posta sotto il suo corpo per usarla per le altre persone. Dissi soltanto 'Non farlo, cazzo!'. Volevo uccidere quell'uomo. Non so se fosse ubriaco o se passò sul ghiaccio. Quello che seppi fu che stava guidando e che Cliff non era più in vita. »
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